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Il nostro saluto ad Alfonsa

by Orti Sociali
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Alcuni mesi fa Alfonsa ha detto a me e ad altri che, in occasione della propria morte, non voleva né annunci funerari né cerimonie, solo un ricordo presso la Chiesa del Carmine e ha motivato questa sua scelta con le parole che io ho trascritto come sotto dettatura: “Quello che ho fatto lo devo alla mia esperienza, fine anni 60, inizio anni 70, nella Comunità del Carmine. Un’ esperienza di cui rimane in me un ricordo indelebile. La nostra idea guida era: essere vicini agli ultimi, fossero essi tossicodipendenti, carcerati, malati psichiatrici o sinti ; sono tutti figli di nessuno. Agli ultimi ho dato, ma da gli ultimi ho anche ricevuto molto; soprattutto la forza di continuare”. La Comunità del Carmine è grata ad Alfonsa per la forza, la tenacia e il coraggio della sua testimonianza.

Interventi

Alfonsa, fino alla fine dei suoi giorni, ha guardato con tenerezza e con gioia a tutte le creature viventi: i fiori e le erbe selvatiche, gli ortaggi, gli alberi , gli uccellini e soprattutto una moltitudine di persone di ogni età e condizione, di cui ricordava il nome, la storia, le fragilità e le passioni. Con tutte le creature riusciva a comunicare perché per tutte aveva interesse e attenzione. Perciò la morte non ha potuto trionfare su di lei. Prendo spunto dal pensiero che un amico ha recentemente dedicato ad una persona morta perché mi sembra che non potrei trovare parole migliori per ricordare Alfonsa.

  • "Morte, non ti ho degnata di uno sguardo".

    Ti sei presa il mio libero e leggero camminare, per monti e valli, ma anche sulle colline e lungo lo Staffora dietro casa ; ma non credere, Morte, di avermi posseduta.

    Hai preso anche il mio lavoro nell’orto e l’orgogliosa libertà di fare da sola le mie cose come volevo io, ma non credere, Morte, di avermi posseduta.

    Mi hai preso il cibo, quello buono, quello vero, ma io ho dettato alle mie amiche ricette di torte e di antipasti e ho preparato nella mia mente gli agnolotti per Natale. Non credere, Morte, di avermi posseduta.

    Hai preso la mia casa, con gli alberi di cachi, il gatto che solo di me si fidava e fiori in ogni stagione, ma parenti ed amici sono venuti a tenermi compagnia là dove io ero andata, Non credere, Morte, di avermi posseduta.

    Hai ridotto la mia voce ad un sussurro, ma gli altri si sono messi a chiacchierare vicino a me ed io ho partecipato al racconto delle loro, delle nostre vite. Non credere, Morte, di avermi posseduta.

    Hai reso il mio povero corpo sempre più debole, incapace di ubbidirmi, ma non hai mai avuto potere sui miei pensieri, sulle mie emozioni, sugli occhi e sul sorriso. Non credere, Morte, di avermi posseduta.

    Sappi che, se alla fine, spogliata di tutto, mi sono addormentata, è stato, ancora una volta e soltanto, per non degnarti di uno sguardo. Come sempre.

  • Se ne è andata serenamente, piano piano per non disturbare, nel suo stile, quello che ha contraddistinto la sua vita, vissuta pienamente perché "Ho fatto tutto quello che ho desiderato fare"; sono parole sue.

    Ma ci ha lasciati tutti un po’ orfani;

    orfani dei suoi consigli preziosi

    orfani dei sui insegnamenti che si fondavano su principi a lei cari: lealtà, solidarietà, generosità (tanta) e amore.

    Amore non solo per la natura: gli animali, le piante (le piacevano soprattutto quelle grandi), i fiori, la terra che lei mescolava, impastava a mani nude (i guanti, mi diceva, creano una barriera fra la pelle e la terra, non ti permettono di entrare in sintonia con lei).

    Amore dunque per tutto questo ma anche attenzione per gli svantaggiati, gli ultimi, quelli che la società emargina.

    E con questo spirito nel lontano 1994, esattamente il 2 maggio (me lo ha ricordato poche settimane fa) io, lei e Annachiara abbiamo fondato la Cooperativa 381 per dare una possibilità di dignità a queste persone e di cui lei è stata presidente fino a pochi mesi fa passando poi il testimone a Sara Fasani.

    Ci ha lasciati orfani delle sua amicizia e del suo sorriso, quel sorriso che l’ha sempre accompagnata anche nei momenti più dolorosi della malattia fino al giorno prima di andarsene.

    Ma ci ha lasciato anche un grande regalo, quello dei ricordi di momenti belli, intensi che ciascuno di noi ha condiviso con lei, una passeggiata, una camminata nel bosco, una gita in montagna, una chiacchierata, una confidenza... ciascuno ha i sui ricordi da tenere stretti nella memoria e nel cuore e custodirli e curarli come si fa con un regalo prezioso.

    Un suo desiderio espresso anche in questi ultimi mesi è stato quello che venisse piantato in suo ricordo un albero, per la precisione una quercia, simbolo della giustizia, correttezza e perseveranza. Tutte virtù che bene la rappresentavano.

    E noi lo faremo... cara Alfonsa...

    Buon viaggio

  • L’ultima parola che ti ho sentito pronunciare è "grazie".

    Ma questa sera sono io a dirti grazie, grazie per il tuo esempio di vita, con la tua sensibilità verso i più fragili, grazie per la tua generosità, grazie per tutto ciò che mi hai insegnato e non mi riferisco alle ripetute lezioni di matematica che mi davi quando ero al liceo o alle tue ricette o agli insegnamenti sulla tua vasta conoscenza di piante e fiori, ma grazie per l’insegnamento morale.

    Grazie perché sei sempre stata premurosa nei miei confronti, non sei stata una semplice vicina di casa, non sei stata solamente la mia madrina, ma per me la miglior tata come ti ho sempre chiamata, sei stata un amica, una vera amica su cui contare, un punto di riferimento importante.

    "Sono fortunata" mi hai detto uno di questi ultimi giorni "sono fortunata perché ho tante amiche che mi vogliono bene". No tata, siamo noi ad essere state fortunate .

    In questi ultimi mesi nelle nostre chiacchierate ci piaceva ricordare i bei momenti trascorsi e la memoria andava anche molto indietro, alle giornate a casa tua con Lina, quando da bambina mettevo in fila le mentine sul davanzale della finestra, e spaccavamo le noci col martello per poi fare il croccante, e quando mi portavi su a Gabbione e di quella volta che mi hai fatto pigiare l’uva con i piedi, il budino con il mosto che faceva Lina, sono sapori, odori, ricordi teneri e indelebili.

    Grazie Alfonsa, grazie tata; sono io ad essere stata fortunata ad averti conosciuta.

    Riposa in pace.

  • In questa triste serata, conoscendo Alfonsa da anni, era il 1964, vorrei dedicarle un pensiero, o forse è una massima, molto significativa, scolpita su un cippo di una roccia, "Non spetta a te decidere come e quando morire, tu devi soltanto decidere come vivere ora". Non sappiamo se Alfonsa conoscesse questo pensiero, ma sappiamo dal suo vissuto che lo ha messo in pratica tutti i giorni della sua vita.

  • Alfonsa ora cosa dobbiamo fare? Forse questa la mia ultima frase ad una persona che con la Sua umiltà, gentilezza e competenza ha saputo, in questi anni, guidarmi nella mia vita.

    Un punto di riferimento non solo per me, ma per tutti quelli che sono impegnati nel sociale e nella nostra "amata" terra.

    Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che questo giorno sarebbe arrivato così presto e che saremmo stati qui a ricordare insieme la bella persona che sei, la tua determinazione, il tuo entusiasmo e la tua forza, la tua grinta e la tua allegria, infine, ma non per importanza, la tua generosità e il tuo altruismo.

    Si lo ricordavamo, ridendo assieme, la prima volta che ci siamo conosciuti parlavamo di persone in difficoltà in una riunione della Consulta per i problemi sociali all’ AUSER... le nostre posizioni non coincidevano. Eravamo diversi, è vero, molte cose ancora non le capivo... eppure il tuo modo di fare, di pensare, di lavorare mi hanno colpito in questi anni al punto che, fino all'ultimo giorno, ci tenevamo mano nella mano per ideare e realizzare qualche cosa di nuovo che potesse aiutare qualche persona in difficoltà.

    Si perché erano proprio le piccole emozioni che ci univano. La soddisfazione nel vedere crescere qualche ortaggio, il fiorire di una pianta, recuperare qualche semente antica, capire come poter aiutare una famiglia... Sognare assieme...

    Questi ricordi sono il nostro bene più prezioso e anche se un giorno mi verrà voglia di chiederti il solito consiglio e non potrò farlo allora recupererò proprio un ricordo.

    Ci mancherai a tutti, ai più grandi e ai più piccoli, agli amici di sempre e a quelli conosciuti da poco. Mancherà soprattutto la tua sincerità, il tuo modo di vedere la vita e di affrontare la quotidianità, la tua serietà che diventava simpatia all'occorrenza; mi mancherà di Te il tuo essere amica e confidente.

    E adesso tocca a noi portare avanti le tue opere ed i tuoi insegnamenti... e stai tranquilla che lo faremo. Tu dal cielo continua a seguirci ed amarci.

    Grazie di tutto, Alfonsa.

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